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    Le procedure diagnostiche, prognostiche e terapeutiche per pazienti con disordini della coscienza (coma, stato vegetativo, stato minimamente cosciente) presentano significative differenze tra diversi Paesi e contesti clinici nel mondo. Ad attestarlo è uno studio condotto da un team internazionale, al quale ha partecipato, come ideatore e primo autore, Michele Farisco, responsabile dell’area di ricerca Scienza e Società di Biogem. Il lavoro, pubblicato sulla rivista internazionale ‘Journal of Neurology’, si è posto, appunto, l’obiettivo di analizzare le due linee guida internazionali di riferimento, una dall’Europa e un’altra dagli Stati Uniti, che sono state formulate con l’obiettivo di facilitare una prassi comune tra i medici che lavorano con questa popolazione di pazienti particolarmente problematica.

    ‘’La fattibilità di tale tentativo – chiarisce Farisco - è limitata da una serie di fattori, inclusa la tipologia di contesto nel quale opera il medico (per esempio, ospedali collegati ad università piuttosto che nosocomi ordinari), ma anche dall’esperienza e dalla disponibilità di risorse, sia umane sia finanziarie, adeguate’’. ‘’Al fine di aumentare l’efficacia delle due linee guida - continua Michele Farisco – grazie all’ausilio di un gruppo di ricercatori di ambito prevalentemente clinico facenti parte della ‘International Brain Injury Association’, ho coordinato un’indagine online per studiare la prassi clinica degli operatori sanitari relativamente alla gestione e cura di pazienti con disordini della coscienza’’.

    Tale indagine ha coinvolto 216 operatori sanitari, distribuiti in 49 Paesi, e da essa è emerso che mentre alcune raccomandazioni sono già implementate in ambito clinico, altre non lo sono e potrebbero richiedere maggiore specificità per aumentarne l’efficacia. ‘’Tra queste – sottolinea infine Michele Farisco - la messa in opera di una valutazione della coscienza residua tramite l’utilizzo di diversi approcci diagnostici, l’individuazione e il trattamento del dolore e l’impatto delle restrizioni conseguenti alla pandemia da COVID-19 sul coinvolgimento delle famiglie e dei rappresentanti legali dei pazienti’’.

     

    Ettore Zecchino

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    C’era anche una delegazione dell’Istituto arianese, con in testa il presidente Ortensio Zecchino, ad omaggiare, presso il San Carlo di Napoli, lo scrittore e storico della musica Paolo Isotta, grande amico di Biogem, destinatario di una targa alla memoria, collocata nel foyer del teatro partenopeo. Tra gli ispiratori e i protagonisti dell’iniziativa c'era Nazzareno Carusi, attuale direttore artistico del meeting simbolo di Biogem, secondo il quale ‘’la targa in suo onore nel foyer del Teatro San Carlo è il giusto riconoscimento che il Consiglio Comunale di Napoli, all’unanimità, ha voluto attribuire alla grandezza di Paolo Isotta’’.

    ‘’Arrivai al Biogem sette anni fa – aggiunge il maestro Carusi - da lui invitato a tenervi il concerto inaugurale de ‘Le 2 Culture’ nel 2016, e l’Istituto di Ariano Irpino, modello di scienza e bellezza, è diventato subito per me una casa del cuore’’. ‘’È dunque con la stessa emozione dell’applauso nel San Carlo di venerdì scorso – conclude Carusi – tutti in piedi nel nome di Paolo Isotta - che il presidente Zecchino e io annunciamo che gli incontri musicali de ‘Le 2 Culture’ diventeranno, a partire da quest’anno, un ciclo di appuntamenti primaverili e autunnali dedicati alla sua memoria, grata a tutti noi’’.

     

    Ettore Zecchino

    La decisione della multinazionale ICT (Information and Communication Technology) conferma l’investitura già conseguita dal Programma di formazione post-laurea di Biogem per la sede di Bari e consolida un significativo piano di investimenti del gruppo nell’Italia Meridionale, fino a pochi anni fa rappresentata solo da Napoli. A partire dai prossimi bandi, per l’esattezza dalla 61° edizione, UIIP (University-Industry Internship Program), a cui, come sempre, sarà possibile candidarsi mediante il sito www.uiip.it, collaborerà, quindi, alla crescita di un nuovo competence center, in allestimento nella città calabrese e incentrato su tematiche concernenti l'area SAP, che rappresenta uno dei software gestionali più diffusi al mondo. A darne notizia è il coordinatore del Programma UIIP, Andrea Di Maso, che sottolinea come, ‘’a differenza di qualche anno addietro, i giovani meridionali potranno avviare un percorso lavorativo post UIIP direttamente al Sud, grazie ai tre capisaldi di Napoli, Bari e Cosenza, che affiancano le storiche sedi di Roma, Milano e Torino’’.  ‘’Una conferma- continua Di Maso – degli ottimi risultati del Programma UIIP, che si avvia a chiudere la sua cinquantanovesima edizione con un placement aziendale ormai stabilizzatosi al 98%.

    L’Autunno di UIIP si apre, intanto, con il successo annunciato della edizione numero 60, al via giovedì 21 settembre, con 65 partecipanti provenienti da tutto il Paese. Oltre alla tradizionale presenza di allievi delle regioni del centro sud (dal Lazio alla Sicilia) si segnalano, infatti, iscrizioni da Veneto, Toscana, Piemonte, Marche, Emilia Romagna, Lombardia e Sardegna

    A coronamento di una stagione che si annuncia molto impegnativa, il prossimo 12 ottobre, i coordinatori di UIIP-Biogem, Andrea Di Maso e Antonella Saporito, parteciperanno, infine, al job meeting di Bari, uno dei principali eventi di incontro fra laureati ed aziende organizzati nel Sud Italia, in programma presso il Politecnico del capoluogo pugliese.

     

    Ettore Zecchino

    La felicità stampata sui volti dei ricercatori come prova della qualità della ricerca svolta a Biogem, pur nella difficoltà di misurarla in un tempo fatalmente molto ridotto, come quello trascorso ad Ariano Irpino. E poi un grande e chiaro apprezzamento per la formula delle Due Culture, inverato dalla sua personale vocazione all’approfondimento in ambiti distanti dalla sua disciplina, come l’etica e i diritti umani nella scienza, oggetto della sua relazione al meeting settembrino. Di questo e molto altro ha parlato stamani il Premio Nobel Martin Chalfie, nel corso di un incontro con i ricercatori di Biogem.
    Il dialogo con l’intera comunità scientifica dell’Istituto arianese è stato anticipato da un’accurata visita presso alcuni laboratori. Guidato dal dottore Giuseppe Raucci, il professore Chalfie si è innanzitutto soffermato sul Centro di Saggio, riconosciuta eccellenza di Biogem, per poi approfondire alcuni studi di genomica, in corso presso il Laboratorio di Oncologia Molecolare e di Precisione, dove a fare gli onori di casa c’era la dottoressa Marianna Scrima. Sempre prodigo di consigli, anche strettamente tecnici, il Premio Nobel ha poi visionato il microscopio multifotone, attrezzatura tra le più innovative di Biogem, illustrata nei dettagli dal dottore Luciano D’Apolito, mentre i dottori Anna Iervolino e Francesco Albano hanno mostrato gli studi in corso nei laboratori, rispettivamente, di Nefrologia Traslazionale e Staminalità e Rigenerazione Tissutale. Il giro del professore Chalfie, generoso anche nell’aneddotica regalata ai giovani dottorandi sulla sua lunga parabola professionale e umana, si è concluso con il professore Vincenzo Carafa, nel Laboratorio di Epigenetica Medica e con la professoressa Concetta Ambrosino, in quello di Geni e Ambiente.
    Il Premio Nobel, in un’ideale appendice delle Due Culture, ha poi visitato Biogeo, il Museo di storia della terra e della vita, che impreziosisce da anni il centro di ricerca arianese, recandosi, subito dopo, a Sant’Angelo dei Lombardi, presso l’Abbazia del Goleto, uno dei riconosciuti simboli dell’intera Irpinia.

     

    Ettore Zecchino

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