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    Si tratta di Forma.Temp, un importante fondo bilaterale italiano, gestito, cioè, da organismi paritetici, costituiti da associazioni datoriali e sindacati. Un fondo, nello specifico, nato per finanziare la formazione professionale e per sostenere il reddito dei lavoratori, senza scopo di lucro. Tale iscrizione candida Biogem, su commessa delle Agenzie per il Lavoro del circuito Forma.Temp, alla possibilità di pianificare ed erogare corsi di formazione professionalizzanti e finalizzati all'immissione nel mondo del lavoro. <<Il nostro auspicio – sottolinea il coordinatore di UIIP-Biogem, Andrea Di Maso - è quello di sfruttare l’esperienza da noi accumulata nell'ambito della formazione, mettendo al centro dei programmi che si andranno a sviluppare le tematiche afferenti al settore ICT Digital (SAP, Data Analyst, Web Analytics ecc.)>>. <<Particolare attenzione – garantisce infine lo stesso Di Maso – sarà riservata a tutti i temi inerenti le soft skills, ossia le competenze trasversali, da sempre fiore all’occhiello dei programmi di formazione erogati nell’ambito di UIIP Biogem>>.

     

    Ettore Zecchino

    La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale 'Journal of Translational Medicine' e ha avuto come protagonisti i due giovani ricercatori Marco Bocchetti e Alessia Maria Cossu, del laboratorio di Oncologia Molecolare e di Precisione di Biogem, guidato dal professore Michele Caraglia, e la dottoressa Amalia Luce, con la professoressa Silvia Zappavigna, entrambe dell'Università della Campania 'Luigi Vanvitelli'. Risultato principale della collaborazione tra i due istituti è stato l'identificazione di un microRNA (miR-423-5p) capace di agire come soppressore tumorale nel carcinoma epatocellulare (HCC), e, al tempo stesso, in grado di influenzare percorsi metabolici chiave, riducendo l’attività di proteine oncogeniche.
    <<Nell’ambito della lotta contro il cancro - spiega il dottore Marco Bocchetti – ci concentriamo da tempo sull’identificazione di biomarcatori diagnostici e prognostici nell’HCC, poiché questo tumore manca ancora di marcatori predittivi sensibili e specifici, nonostante i progressi terapeutici registrati. I microRNA emergono, quindi, come strumenti promettenti sia per classificare i pazienti e monitorare le terapie, sia come bersagli capaci di modulare il microambiente tumorale e di superare la resistenza ai trattamenti>>. <<Il nostro studio – precisa la dottoressa Cossu - ha approfondito il ruolo del miR-423-5p, analizzandone gli effetti sulla crescita e sulla progressione delle cellule di HCC attraverso un approccio integrativo, che combina proteomica quantitativa, predizioni bioinformatiche, e validazioni sperimentali>>. <<Grazie alla collaborazione con il John van Geest Cancer Research Centre della Nottingham Trent University – aggiunge Marco Bocchetti – abbiamo osservato che il miR-423-5p può agire come un potente freno alla crescita tumorale>>, accertando, inoltre, che <<questo microRNA regola diversi fattori oncogenici e che funziona come un vero e proprio ‘regolatore metabolico’ delle cellule tumorali, aprendo la strada a nuove strategie terapeutiche mirate>>.

    <<I risultati di questo nostro lavoro – conferma la dottoressa Cossu - suggeriscono che l’analisi dei livelli di miR-423-5p potrebbe aiutare ad individuare pazienti a rischio e a monitorare le terapie, oltre a rappresentare un potenziale bersaglio per nuovi trattamenti mirati sul metabolismo delle cellule tumorali. Studi futuri, in particolare su modelli animali e su pazienti umani, saranno, quindi, fondamentali per trasformare queste scoperte in soluzioni concrete contro il carcinoma epatocellulare>>.

    Una valutazione condivisa dal professore Michele Caraglia - co-autore senior della ricerca, che scommette su questi risultati, grazie ai quali <<si è fatto un altro passo in avanti verso la comprensione dei meccanismi molecolari che guidano il carcinoma epatocellulare>>. <<L’integrazione di approcci proteomici, bioinformatici e clinici in questo studio – sostiene infine Caraglia – conferma la vocazione del nostro laboratorio per un'attività di ricerca proiettata su risultati di rilievo preclinico, consentendo, in questo caso, la scoperta di nuovi strumenti per la diagnosi precoce e per la gestione personalizzata dei pazienti affetti da HCC>>.

     

     Ettore Zecchino

    Il nuovo programma, le cui attività partiranno nella seconda metà di ottobre, non sostituisce le tradizionali Academy, ma si va ad affiancare ad esse, puntando ad ampliare e a completare l’offerta formativa erogata dal team di coordinamento e dai trainer e tutor UIIP (University Industry Internship Program). Un'attività che, in 25 anni, ha formato circa 4.500 allievi, con il coinvolgimento di oltre 60 imprese nazionali e multinazionali, e con un placement medio del 98%.
    <<La UIIP e-learning – precisa il suo coordinatore, Andrea Di Maso – manterrà il medesimo DNA delle Academy UIIP, ossia formazione pratica-applicativa orientata a contenuti di interesse delle aziende, con l'obiettivo di massimizzare le opportunità lavorative, sia per chi è in cerca di prima di occupazione e sia per chi desidera cambiare lavoro o cogliere nuove opportunità>>. <<Tale nuovo filone formativo – chiarisce lo stesso Di Maso – sarà a pagamento e si baserà su un modello più smart, consentendo l’accesso ai corsi anche a coloro che non hanno la possibilità di seguirli on-site, ad Ariano Irpino, pur garantendo l'interazione diretta con il trainer>>.
    <<La breve durata degli interventi formativi (non oltre le 12 ore), riservati a una quindicina di allievi – aggiunge la PMO (Project Management Officer) del programma, Antonella Saporito – consentirà l'accesso ai corsi anche a coloro che sono impegnati in altre attività di studio o lavoro (persone ancora iscritte all’università o a un master o impegnate in stage, collaborazioni, project work)>>.
    Attraverso i corsi della UIIP E-Learning, pubblicati sul sito https://learning.uiip.it/, sarà possibile, in particolare, apprendere competenze pratiche e metodologie relative a digital skills, soft skills e lingua inglese, seguendo i principali trend e paradigmi del mercato del lavoro attuale.

    Ettore Zecchino

     

    Una ricerca del dottore Daniele Bravoco, realizzata nel Laboratorio di Biologia Cellulare e Preclinica Oncologica di Biogem, guidato dal Professore Geppino Falco, è stata premiata con una delle venti borse congressuali elargite in occasione del XXIII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Biologia e Genetica (AIBG), tenutosi presso l’Università degli Studi 'Gabriele d’Annunzio' di Chieti-Pescara dal 18 al 20 settembre. Il progetto scientifico 'Organoids as preclinical models in Inflammatory Bowel disease Treatment' è incentrato, in particolare, sullo studio delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, patologie che causano infiammazione persistente dell’intestino e che richiedono terapie spesso invasive.
    Valore aggiunto dello studio, realizzato in collaborazione con i dottori Pellegrino Mazzone e Giuseppina di Paola, è l'utilizzo degli organoidi, un modello preclinico che rappresenta fedelmente le caratteristiche del paziente dal punto di vista istologico e patologico, consentendo l'allestimento di una piattaforma in grado di testare potenziali effetti terapeutici innovativi, evitando il coinvolgimento diretto dello stesso paziente.

     

    Ettore Zecchino

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