Sarà ‘’l’acido chinolinico come potenziale mediatore della neurotossicità nell’asse rene-cervello’’ il tema principale del seminario in programma ad Ariano Irpino, presso la sede dell’Istituto, venerdì 14 marzo alle 12:00. L’evento, fortemente voluto dal direttore scientifico di Biogem, Giovambattista Capasso, e, come sempre, aperto al pubblico, riguarderà, in particolare, l’area nefrologica, nella quale brilla alta la stella di Kumar Sharma, direttore del centro di Medicina di Precisione della University of Texas Health di San Antonio (USA). Il professore, autore di oltre 200 pubblicazioni originali e con al suo attivo oltre 27mila citazioni, illustrerà i suoi ultimi studi sull’asse rene-cervello. Un campo di ricerca centrale nel programma internazionale CONNECT, che ha visto, negli anni scorsi, Biogem protagonista. Di qui, l’ipotesi di avviare una collaborazione scientifica dell'area nefrologica dell’Istituto irpino con il gruppo guidato dal professore Sharma, fino ad oggi impegnato prevalentemente sulla nefropatia diabetica. Un settore, quest’ultimo, al quale deve la sua fama, grazie anche a diverse pubblicazioni su riviste internazionali, quali Science, PNAS, Cell Metabolism, Diabetes, Diabetes Care, JCI, JASN, Kidney lnternational, Cell Metabolism e Nature Medicine.
A solo titolo di esempio, il lavoro più recente del professore Sharma ha identificato nuovi biomarcatori di insufficienza renale e cardiaca in pazienti con diabete e nuove terapie metaboliche che potrebbero rivoluzionare il trattamento delle complicanze diabetiche.
Ettore Zecchino
Il progetto, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), riguarda, in particolare, lo sviluppo di anticorpi farmaco-coniugati (ADC), da utilizzare per il trattamento di patologie oncologiche prive di cure efficaci. Le attività di ricerca e quelle di sviluppo degli ADC saranno guidate dal professore Claudio Pisano, con un ruolo chiave assegnato all’Unità di Produzione di Proteine e Anticorpi di Biogem, diretta dalla dottoressa Alessandra Fucci. Il progetto annovera, inoltre, la partecipazione di diversi atenei italiani e si basa su un approccio multidisciplinare. Sono infatti coinvolte la biologia molecolare e l’ingegneria proteica (per lo sviluppo di anticorpi ad alta affinità), ma anche la chimica farmaceutica (per l’ottimizzazione dei linker e dei farmaci citotossici). A ciò si aggiunge la realizzazione di modelli preclinici avanzati per la valutazione dell’efficacia e della sicurezza del prodotto.
<<Gli ADC – spiega il professore Pisano - rappresentano una delle frontiere più avanzate dell’oncologia moderna. Combinando la specificità degli anticorpi monoclonali con la potenza dei farmaci citotossici, garantiscono, infatti, un’azione mirata sulle cellule tumorali e riducono al minimo gli effetti collaterali sui tessuti sani>>. <<Il nuovo progetto avviato a Biogem – aggiunge la dottoressa Fucci – è volto a sviluppare ADC di nuova generazione, caratterizzati da un elevato profilo di sicurezza ed efficacia, da avviare alle fasi precliniche e cliniche>>. <<In questo modo – sottolinea infine Alessandra Fucci – apriremo nuove prospettive per la creazione di farmaci personalizzati, in grado di offrire nuove possibilità terapeutiche ai pazienti>>.
Ettore Zecchino
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