News

    Il meeting, in programma venerdì 18 e sabato 19 ottobre, vedrà la partecipazione di studiosi da tutta l’Europa, impegnati a ricostruire le vicende storiche della prima generazione dei conquistatori normanni in Italia. Inaugurato da un saluto istituzionale di Ortensio Zecchino, padrone di casa a Biogem e contemporaneamente presidente del CESN (Centro Europeo di Studi Normanni), il convegno è organizzato in sette sessioni e, grazie al contributo di studiosi francesi, britannici, polacchi e, ovviamente, italiani, intende fare luce su un’epopea tanto celebrata quanto poco approfondita in alcuni suoi aspetti. Una vicenda storica che potrà essere ‘toccata con mano’, grazie alla successiva visita guidata presso il Museo della Civiltà Normanna di Ariano Irpino, con la guida di eccezione del suo direttore, Giuseppe Muollo.
    L’evento è l’ultimo di una lunga serie di iniziative culturali realizzate dal CESN in alcune tra le più prestigiose sedi istituzionali europee (Palazzo Venezia, a Roma, Palazzo Ducale di Venezia, Università di Cambridge, Università di Caen) nell’arco dei suoi 33 anni di vita. Su questo filone si innesta la due giorni arianese, che consacra Biogem come un centro di approfondimento multiculturale per il territorio, ben oltre il meeting settembrino de ‘Le 2ue culture’.

     

    Ettore Zecchino

     

    IL PROGRAMMA 

    CESN Convegno Biogem

    Gli studi, coordinati dal professore Michele Caraglia, responsabile dell’area Oncologica di Biogem, sono finalizzati alla caratterizzazione ad ampio spettro del carcinoma squamoso della laringe da un punto di vista insieme genomico (DNA) e transcrittomico (RNA). La presentazione, avvenuta nei giorni scorsi presso l’Università degli Studi di Milano, in occasione della sessantaquattresima edizione del Congresso SIC (Società Italiana di Cancerologia), ha visto protagoniste le ricercatrici Marianna Scrima, Federica Melisi e Teresa Peluso, le ultime due presenti al meeting.

    <<I tre lavori – rivela Federica Melisi – riguardano, in particolare, l’identificazione di alterazioni genomiche su tessuti d’archivio (conservati in blocchi di paraffina) provenienti dall’Istituto Tumori ‘G.Pascale’ di Napoli e, al tempo stesso, la presenza di alterazioni trascrittomiche su singola cellula su tessuti freschi di carcinoma squamoso laringeo, inviati dall’Ospedale ‘Cardarelli’ e dal Policlinico ‘Federico II’, sempre del capoluogo campano, ma anche dall’Ospedale ‘San Pio’ di Benevento>>.

    <<Le ricerche in corso – sottolinea la collega Marianna Scrima – beneficiano di una tecnologia all’avanguardia, che ci ha consentito di identificare le popolazioni cellulari e i meccanismi molecolari cooperanti alla formazione della massa neoplastica, con particolare attenzione alle cellule normali che influenzano lo sviluppo del tumore e ne determinano la resistenza ai trattamenti>>.

    <<Abbiamo infatti sviluppato – precisa la terza ricercatrice dell’Istituto irpino coinvolta in questi studi, Teresa Peluso - un protocollo per la creazione di strutture in 3D (organoidi) in grado di offrire uno strumento promettente, ma ancora da validare in studi clinici controllati, per la valutazione di un trattamento farmacologico personalizzato, ad oggi ancora non disponibile>>. <<Un obiettivo - chiarisce infine la stessa Peluso – realizzabile anche grazie alla collaborazione del gruppo di Biologia Cellulare e Preclinica Oncologica di Biogem, guidato dal professore Geppino Falco>>.

     

    Ettore Zecchino

    L’esposizione dell’artista irpina Giovanna Iorio, da qualche tempo londinese di adozione, è intitolata ‘Voice Portraits’ ed è una galleria di spettrogrammi, creati partendo dalla voce autentica di celebri poeti, registrati, per le più varie ragioni, mentre declamavano i propri componimenti. La mostra, presentata al pubblico nel corso de ‘Le 2ue culture’ 2024 di Biogem, è stata allestita dal duo progressive rock ‘Notturno Concertante’, costituito dai chitarristi Lucio Lazzaruolo e Raffaele Villanova, che hanno curato anche la sonorizzazione della voce dei poeti.
    L’opera di Giovanna Iorio, fruibile nella sede di Biogem, dal lunedì al venerdì (ore 10:00 12:00 e 15:00 17:00), è il frutto di un poderoso scavo archivistico che ha restituito le voci di numerosi autori (da Eliot a Montale, da Dylan Thomas a Ginsberg, da Pasolini ad Ungaretti), fino a realizzare una mappa sonora mondiale della poesia. Ricercatrice di ‘voci poetiche’, l’eclettica artista irpina ha ‘immortalato’ visivamente quelle stesse voci, traducendole in rappresentazioni grafiche dell’intensità del suono vocale (spettrogrammi), le cui tonalità, fredde o calde, sono state poi evidenziate attraverso l’uso attento e non casuale dei colori. Accanto ad ogni ritratto, per il tramite di codici QR specifici, il visitatore può quindi ascoltare la voce originale dell’autore/autrice da cui il ritratto è stato generato e il risultato dell’incontro simbiotico tra sonorità, colori e forme è di volta in volta diverso e spettacolare.
    La mostra, che ha molto incuriosito i partecipanti al meeting di Biogem, segue una precedente esposizione presso l’Istituto Italiano di Cultura a Praga, poi diventata permanente, a conferma di una crescente caratura internazionale dell’autrice e della vocazione biculturale dell’Istituto arianese, in questo caso espressa mediante una felice contaminazione tra scienza e arte.

     

    Giovanna Iorio vive e lavora a Londra. Artista eclettica, nelle sue opere combina fotografia, suono, poesia e prosa. Ha vissuto a Dublino, Torino e Glasgow e ha collaborato con artisti e musicisti a livello internazionale, sempre alla ricerca di linguaggi diversi. È la fondatrice della Poetry Sound Library, una mappa interattiva per ascoltare i poeti del presente e del passato su una mappa del mondo. Ha anche fondato i progetti Voice Portraits e Voice of Trees.
    I suoi lavori hanno fatto parte di mostre ed eventi in diversi Paesi europei.

     

    Ettore Zecchino

    Il riconoscimento, conferito nella sede dell’ateneo, a Napoli, in occasione del PhD Day 2024 del corso di dottorato in Scienze Biochimiche e Biotecnologiche, è stato attribuito a Clara Iannarone, autrice di uno studio sulle modifiche epigenetiche del DNA tumorale circolante (ctDNA) in pazienti affetti da carcinoma uroteliale. Finalità della ricerca, svolta nel laboratorio di Oncologia Molecolare e di Precisione di Biogem, guidato dal professore Michele Caraglia, è dimostrare l’efficacia della biopsia liquida, cioè di un semplice prelievo ematico, per la diagnosi precoce di vari tipi di cancro e relativi sottotipi. Un obiettivo realizzabile grazie a un’innovativa tecnica di sequenziamento genico, elaborata in collaborazione con il laboratorio di Biologia Computazionale dell’Istituto arianese, guidato dal professore Michele Ceccarelli, in grado di confermare l'importanza della caratterizzazione del profilo di metilazione del DNA libero circolante (cfDNA) nella diagnosi precoce del cancro’’.
    ‘’I primi risultati – afferma la giovane ricercatrice - sono incoraggianti e rivelano che, attraverso l’utilizzo di un algoritmo bioinformatico basato sulla frammentazione del cfDNA e l’identificazione delle regioni metilate caratteristiche del tumore, è possibile discriminare con elevata sensibilità il gruppo di controllo (volontari sani) dalla controparte tumorale’’. ‘’La speranza – dichiara infine Clara Iannarone – è riuscire, magari in un non remoto futuro, a identificare la presenza della neoplasia e il tessuto primario di origine con una semplice analisi del sangue’’.

     

    Ettore Zecchino

    Log-in

    Image